alimentazione ibrida

IBRIDO LEGGERO: ecco la nostra esperienza

La “febbre dell’eco Mobility” si sta diffondendo sempre più portando con sé anche un po’ di confusione.
Per quanto l’elettrico sia effettivamente molto eco, tralasciando il problema dello smaltimento della batteria, l’ibrido non è alla sua altezza. 

L’ibrido non è come il GPL, non si può scegliere quando usare la modalità elettrica e quando viaggiare a benzina o diesel. Le auto ibride scelgono in autonomia l’alimentazione in base a diversi criteri che vanno dalla richiesta di accelerazione, alla velocità e ad altri criteri tecnici.
Questi fattori variano da modello a modello, in base alle sue capacità, quello che hanno in comune è però il fatto che non consentano di viaggiare in modalità completamente elettrica. 

Qualche mese fa ci è stata data una Ford Puma Ibrida (non plug-in) da provare. L’auto è molto piacevole da guidare ed ha numerosi sistemi di guida autonoma. Nel periodo in cui l’abbiamo tenuta abbiamo percorso qualche chilometro sia in città che in autostrada, per capire come cambiassero veramente i consumi. Per quanto i suoi sistemi di guida mi abbiano stupito positivamente, l’aspetto ibrido è stato invece una delusione.

L’idea che un po’ tutti ci siamo fatti, è che l’auto ibrida, in città, funzionerà sempre (o quasi) ad alimentazione elettrica, risultando molto meno inquinante, soprattutto in situazioni in cui ci sono continue partenze e frenate, come può avvenire in città o in coda. Però non è così, infatti ogni accelerate ed ogni partenza veniva fatta a benzina, mentre l’elettrico entra in funzione nei momenti di velocità costante, che, in ogni caso, sono i momenti in cui si inquina di meno.
Questo ha reso l’esperienza ibrida un po’ deludente e sicuramente molto meno ecologica del previsto. 

Per ora, benché le intenzioni possano essere positive, il risultato per ora non lo è altrettanto.
Le soluzioni veramente ecologiche sono, in questo momento, quelle completamente elettriche che però presentato alcuni problemi attualmente, quali le difficoltà di ricarica dovute alla mancanza di infrastrutture dedicate e lo smaltimento delle batterie.