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Chilometraggio e noleggio lungo termine: come fare la scelta giusta

Alla domanda “quanti chilometri percorre all’anno” in pochi sanno cosa rispondere, mentre gli altri o non sano cosa rispondere o hanno paura di non fare una stima effettiva e non sanno cosa succederebbe in caso di eccedenza o mancanza di chilometri a disposizione. 

Partiamo dal punto principale: Per motivi di comodità vengono chiesti i chilometri percorsi annualmente ma, all’interno del contratto di noleggio non importa se i chilometri annuali stimati vengono percorsi anno per anno, l’importante è stare nei chilometri totali. 

Per esempio, se si stimano 15000 chilometri annui per una durata di 3 anni, l’importante è rimanere nei 45000 km totali. Quindi, si possono percorrere 5000 chilometri il primo anno, 30 000 il secondo e 10 000 il terzo. 

Il secondo punto è: se inserisco pochi chilometri nel contratto, cosa succede? 

Per sopperire a questo problema molti optano per comunicare molti più chilometri di quelli che effettivamente percorrono. Questo non è però molto conveniente. Il contratto di noleggio è rimodulabile. Questo vuol dire che se a metà del contratto mi accorgo di aver percorso più strada del previsto, posso chiamare il servizio clienti per rimodulare il contratto. In questo caso sarà chiaramente un ricalcolo della rata fino alla fine del contratto. 

Un’altra soluzione è invece quella di arrivare comunque alla fine del contratto e di pagare poi l’eccedenza chilometrica (che si aggira sui 10 15 centesimi a chilometro) alla riconsegna del mezzo. 

E se invece si viaggia di meno?

In questo caso non c’è problema, sarà la società di noleggio, che a fine contratto si occuperà di rimborsare il cliente dei chilometri previsti dal contratto e non percorsi. Il rimborso non è però completo, per questo inserire i chilometri effettivi è sempre la mossa più corretta. 

Queste ragionamenti non sono sempre validi, questo perchè per venire in contro alle esigenze del cliente, le società di noleggio hanno pensato ad alcuni prodotti ad hoc per le situazioni limite, in cui il cliente percorre pochissimi chilometri o in cui, al contrario, ne percorre troppi. 

Rispettivamente a questi casi, esistono i prodotti Leasys Miles, in cui si pagano esclusivamente i chilometri percorsi, che vengono addebitati il mese successivo e il prodotto Unlimited, che prevede invece dei contratti a chilometraggio illimitato. 

alimentazione ibrida

IBRIDO LEGGERO: ecco la nostra esperienza

La “febbre dell’eco Mobility” si sta diffondendo sempre più portando con sé anche un po’ di confusione.
Per quanto l’elettrico sia effettivamente molto eco, tralasciando il problema dello smaltimento della batteria, l’ibrido non è alla sua altezza. 

L’ibrido non è come il GPL, non si può scegliere quando usare la modalità elettrica e quando viaggiare a benzina o diesel. Le auto ibride scelgono in autonomia l’alimentazione in base a diversi criteri che vanno dalla richiesta di accelerazione, alla velocità e ad altri criteri tecnici.
Questi fattori variano da modello a modello, in base alle sue capacità, quello che hanno in comune è però il fatto che non consentano di viaggiare in modalità completamente elettrica. 

Qualche mese fa ci è stata data una Ford Puma Ibrida (non plug-in) da provare. L’auto è molto piacevole da guidare ed ha numerosi sistemi di guida autonoma. Nel periodo in cui l’abbiamo tenuta abbiamo percorso qualche chilometro sia in città che in autostrada, per capire come cambiassero veramente i consumi. Per quanto i suoi sistemi di guida mi abbiano stupito positivamente, l’aspetto ibrido è stato invece una delusione.

L’idea che un po’ tutti ci siamo fatti, è che l’auto ibrida, in città, funzionerà sempre (o quasi) ad alimentazione elettrica, risultando molto meno inquinante, soprattutto in situazioni in cui ci sono continue partenze e frenate, come può avvenire in città o in coda. Però non è così, infatti ogni accelerate ed ogni partenza veniva fatta a benzina, mentre l’elettrico entra in funzione nei momenti di velocità costante, che, in ogni caso, sono i momenti in cui si inquina di meno.
Questo ha reso l’esperienza ibrida un po’ deludente e sicuramente molto meno ecologica del previsto. 

Per ora, benché le intenzioni possano essere positive, il risultato per ora non lo è altrettanto.
Le soluzioni veramente ecologiche sono, in questo momento, quelle completamente elettriche che però presentato alcuni problemi attualmente, quali le difficoltà di ricarica dovute alla mancanza di infrastrutture dedicate e lo smaltimento delle batterie.